Italian Studies in Southern Africa/Studi d'Italianistica nell'Africa Australe https://www.ajol.info/index.php/issa <p>The journal aims at providing a forum for academic discussion on all aspects of Italian culture. It features articles on Italian language and literature and, since it is one of the primary aims of the journal to foster multi- and inter-disciplinary study and communication, contributions are invited from all writers interested in Italian culture, irrespective of their specific disciplines. Contributions also of a less theoretical nature which provide an insight into Italian culture, especially as it manifests itself in Southern Africa, also receive attention. Since 2010 the journal has been also accredited by the Australian Research Council and added to the ERA list.</p><p><strong>Please note:</strong><em> As of November 2017 the printed version of this joural is going to be discontinued and the online version will be OA with a 2-year embargo on all articles.</em></p> University of South Africa en-US Italian Studies in Southern Africa/Studi d'Italianistica nell'Africa Australe 1012-2338 <p>Copyright belongs to the A.P.I. (Associazione Professori d’Italiano/Association of Professional Italianists)</p><p><em>As from2018<sup> </sup>the online version of the journal </em>(e-ISSN 2225-7039) <em>will be Open Access under the international licensing Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 (CC BY-NC-ND) with a two-year embargo on all articles. Issues and single articles under embargo will still be available respectively on subscription or for a fee.</em></p> Negotiating language transitioning alongside academic literacy in higher education https://www.ajol.info/index.php/issa/article/view/205276 <p>Lo studio, condotto presso la Facoltà di Scienze della Formazione nel KwaZulu Natal, mira all’apprendimento basato su indagini narrative ed è la seconda fase (monitoraggio della transazione linguistica di studenti presso un Istituto sudafricano: uno studio longitudinale) di un progetto in sei fasi. La prima fase della ricerca esaminava il modo in cui gli studenti trattano la loro transazioni linguistiche dalle scuole secondarie agli studi universitari, evidenziando ai ricercatori le molte sfide riscontrate nel tentativo di sviluppare simultaneamente le competenze linguistiche e l’alfabetizzazione accademica. Uno dei risultati evidenziati nella prima fase, indica che l’insegnamento dell’inglese nelle scuole rimane problematico per molti studenti, pertanto abbiamo scelto di collocare la seconda fase dello studio nella Facoltà di Scienze della Formazione presso la stessa istituzione universitaria. La domanda che si pone in questo articolo è la seguente: che impatto ha la competenza della lingua inglese percepita da neo-insegnanti al terzo e quarto anno sul proprio sviluppo di alfabetizzazione accademica? Per sollecitare risposte alla nostra domanda di ricerca ci siamo basati su schizzi elaborati dagli studenti e discussioni di gruppo. L’articolo rivela che nonostante i partecipanti frequentino l’università da tre o quattro anni per diventare insegnanti di inglese, la loro competenza della lingua inglese rimane una sfida. Tale difficoltà deriva dalla propria istruzione scolastica ed è legata alla transazione linguistica attraverso tutti i livelli di istruzione. La ricerca indica che gli studenti ritengono che le sfide riscontrate con la lingua inglese abbiano ripercussioni negative sulla loro alfabetizzazione accademica.</p> Bridget Campbell Loraine Prinsloo-Marcus Copyright (c) 2021-03-29 2021-03-29 33 2 Using literature to reconstruct history – The case of John Troglíta https://www.ajol.info/index.php/issa/article/view/205278 <p>Le attività del generale romano, John Troglita, il magister militum per Africam intorno al 546, sono oggetto di questo articolo. Il De Bello Vandalico di Procopio è la nostra unica fonte storiografica. Oltre a questo testo abbiamo un resoconto delle attività di John contro i Mauri africani negli Iohannis, un poema epico di Corippo. Quest'ultima opera è stata spesso vista con scetticismo dagli storici in quanto prende in prestito liberamente dalla tradizione epica e contiene molti elementi propagandistici. D'altra parte, Corippo aveva il vantaggio della conoscenza indigena, mentre è in dubbio che Procopio fosse ancora in Africa al momento di queste battaglie. Sia Procopio che Corippo, in particolare, si concentrano su tre grandi battaglie nella campagna di Troglita, ma dove Procopio dedica pochissima attenzione a John e non gli dà molto credito, né per quanto riguarda la sua abilità di stratega né quella di comandante, il poema epico di Corippus rende in pieno il ritratto drammatico ed eroico di questo capo militare. Il racconto di Corippo è essenziale per ricostruire il ritratto storico di questo generale e, di consequenza, come può essere utilizzato al meglio dagli storici? C'è qualcosa dell'eroico in questo capo descritto da Corippo, o era semplicemente un nome da ridurre a nota in calce alle campagne romane di Giustiniano in Africa, come avrebbe voluto Procopio? Lo scopo di questo articolo è di arrivare a una valutazione pù ampia delle abilità di comando di John e, tramite queste interrogazioni accademiche, di capire sia i suoi fallimenti sia i suoi successi basati su queste due fonti.</p> Martine de Marre Copyright (c) 2021-03-29 2021-03-29 33 2 Un <i>verum</i> siculo-campano. Verga e i vinti del <i>marito di Elena</i> https://www.ajol.info/index.php/issa/article/view/205280 <p>The placement of Verga’s novel,<em> Il marito di Elena</em>, between his two other works, <em>I</em> <em>Malavoglia</em> and <em>Mastro-don Gesualdo</em>, appears significant, even if the attention given to it was alternate: critical consideration was crushed between the epos of the fishermen of Aci Trezza and the self-made-man image of the subsequent <em>Mastro-don Gesualdo</em>, with different ideological reserves. In <em>Il marito di Elena</em>, the femme fatale Elena cherishes worldly successes, while her husband Cesare Dorello pursues a legal career. Cesare is not just the young ’Ntoni, who in this novel appears educated and progressive: the protagonist leaves the Irpinia village, which is a dimension without history, and he goes towards the sprawling Naples, which was once the capital. If in the Irpinia village the voice of History is muffled, like an incomprehensible enigma to which everyone remains stranger, in Naples History seems to take the form of a looming shadow, affecting the daily actions of defenseless and weak individuals, until the family nest is shattered. In the novel, <em>Il marito di Elena</em>, Verga sanctions the passing from the ancient regime of a paternalistic monarchy to the lineage of the new masters: they are business foxes and industry captains and their power is based on the charm of possessing material, such as the ‘roba’ (<em>the</em> <em>belongings</em>) and the woman herself. The conquest is the result of cunning or of fatigue crowned with luck; thus the tragedy matures between the pleasure-loving Elena and the weak Cesare: <em>Il marito di Elena</em> can rightfully be enrolled in the <em>Ciclo dei Vinti</em>.</p> Emilio Filieri Copyright (c) 2021-03-29 2021-03-29 33 2 La storia finzione del <i>re di Girgenti</i> di Andrea Camilleri https://www.ajol.info/index.php/issa/article/view/205282 <p>Published in 2001 and Mondello prize winner in 2002, the novel <em>Il re di Girgenti</em> represents one of the best proofs of Camilleri as narrator. Firmly believing in the historical novel, Camilleri builds on a real fact, a biography based on invented documentation, first sign of his experimental will. But, above all, the language is the field on which Camilleri focuses his attention. To the numerous Sicilian terms are added Italian and Spanish ones; great space is given to intertextuality. The result is a stratification not without meaning. The “parlata stramma” corresponds to the strangeness, to the distortions of society, in which the popular classes always have the worst, as some sentences attest. In the foreground, then, is Camilleri’s civil commitment.</p> Cinzia Gallo Copyright (c) 2021-03-29 2021-03-29 33 2 Fog, water and vengeance from the past in Valerio Varesi’s <i>River of Shadows</i> https://www.ajol.info/index.php/issa/article/view/205284 <p>Nella prima traduzione in inglese del giallo, <em>Il Fiume delle Nebbie</em> (2003) / <em>River of Shadows</em> (2010) nella serie del Commissario Soneri, lo scrittore Valerio Varesi situa il mistero del delitto in un paesaggio agreste e nei villaggi lungo il fiume del Po. La Valle del Po, come descritta nel romanzo e vissuta dal lettore, viene presentata piovosa, coperta di nebbia, bruma e giaccio, creando una atmosfera gotica noir, rispecchiata nelle circostanze misteriose che avvolgano due delitti di omicidio. L’articolo esaminerà come Varesi confluisce il paesaggio, i luoghi e gli eventi storici per creare uno sfondo gotico davanti al quale il passato torna a disturbare e interrompere il presente.</p> Allyson Kreuiter Copyright (c) 2021-03-29 2021-03-29 33 2 The (narrative) prototype of total institution: <i>The Betrothed</i>, XXXI https://www.ajol.info/index.php/issa/article/view/205285 <p>Il saggio si focalizza sul peso diegetico che il lazzaretto di Milano assume nei <em>Promessi sposi</em> (cap. XXXI), laddove l’intento narrativo si innesta su istanze di indagine storica e analisi sociale, anch’esse rilevanti ai fini dell’affermazione del romanzo come “medium dell’Italia unita”. Ricovero coatto degli ammalati di peste, il lazzaretto potrebbe apparire come un’istituzione totale “ante litteram”, proposta da Manzoni in netto anticipo rispetto all’analisi degli Asylums sviluppata da Erving Goffman nel 1961 in riferimento agli ospedali psichiatrici. Il lazzaretto è lo spazio dell’isolamento non solo fisico, ma anche psicologico, sociale ed esistenziale, generato dalla stigmatizzazione collettiva del contagio. L’isolamento è l’anticamera della morte fisica, preceduta da quella psicologica e morale, atteso che “una tale dittatura era uno strano ripiego” (cap. XXXI). Di qui la possibilità di configurare il lazzaretto milanese come un paradigma dell’isolamento individuale e della marginalizzazione collettiva, declinato da Manzoni attraverso l’interazione perversa tra malati, “monatti” e presunti untori. In questo senso, la metafora manzoniana della stigmatizzazione fisica si configurerebbe come vera e propria invenzione letteraria, tale da poter fornire utili chiavi di lettura alla comprensione delle “paure legate alla demarcazione dei confini” e dell’ “idea della segregazione e della separazione fisica”, nel segno del rapporto tra storia, letteratura e indagine sociale.</p> Andrea Lombardinilo Copyright (c) 2021-03-29 2021-03-29 33 2 Students without history? Struggling for a literature without history https://www.ajol.info/index.php/issa/article/view/205286 <p>Un mancato insegnamento della storia rappresenta un pericolo per la formazione dei nostri ragazzi. Esponenti della cultura italiana (Liliana Segre,<br>Andrea Camilleri, Andrea Giardina, Eraldo Affinati) hanno esternato una genuina preoccupazione di fronte a tale eventualità che produrrebbe un’ulteriore vulnerabilità nelle nuove generazioni se sprovviste di strumenti di difesa dai quotidiani bombardamenti di fake news. La traccia d’esame di storia alla maturità del 2019 in cui si chiedeva di elaborare delle riflessioni sull’aiuto apportato agli ebrei dal ciclista Bartali durante la guerra appare essa stessa generata da un fake news poiché sprovvista di veridicità storica secondo lo storico Michele Sarfatti. La traccia appare emblematica del mancato rigore con cui dovremmo invece avvicinarci alla storia per capire il contesto che ha generato opere letterarie, mai avulse dalla società.</p> Stefania Lucamante Copyright (c) 2021-03-29 2021-03-29 33 2 “Che cos’è la verità?” Il mondo visto da Ponzio Pilato https://www.ajol.info/index.php/issa/article/view/205287 <p>In spite of his bad reputation, Pontius Pilate has recently gained popularity thanks to the “modern apocrypha”, i.e. modern rewritings of the gospels.<br>The first part of this essay explains the most probable reasons for this success, while the second part analyses the purposes behind contemporary rewritings of Pilate’s character: understanding the past, on one hand, and re-reading the present from an estranging perspective, on the other. Finally, the third part is dedicated to the current issues reflected in Pilate’s stories: the interactions between the Middle East and the Occident, the distinction between law, justice and its practice, and the emerging of secular ideals and spiritual concerns in the post-Christian culture.</p> Lucia Masetti Copyright (c) 2021-03-29 2021-03-29 33 2 Choosing a language to choose who to be: Experiences of language choices from the literary world https://www.ajol.info/index.php/issa/article/view/205288 <p>Oggigiorno l’esistenza di una relazione forte e indissolubile tra linguaggio e identità è universalmente riconosciuta e scientificamente radicata. Tale relazione ha implicazioni che vanno oltre la semplice sfera della comunicazione esplicita e arrivano nei più profondi e spesso sconosciuti tratti della personalità umana. Questo articolo analizza alcuni aspetti di questa interdipendenza affascinante e intrigante, con un focus sugli effetti che ha avuto nel mondo letterario.</p> Matteo Santipolo Copyright (c) 2021-03-29 2021-03-29 33 2